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Cronaca | 29 febbraio 2024, 13:45

Milano, frode per servizi telefonici a pagamento: sequestrati 320 milioni dalla GDF

Il Pm: clienti abbonati senza volerlo

Milano, frode per servizi telefonici a pagamento: sequestrati 320 milioni dalla GDF

La Guardia di Finanza ha sequestrato 320 milioni di euro nell’ambito di un’inchiesta per truffa nei servizi extra a pagamento che vede coinvolta anche Tim nei confronti della quale le Fiamme Gialle hanno sequestrato 248,9 milioni. Il provvedimento, spiega una nota, è l’epilogo di “complesse attività di indagine che hanno ricostruito i passaggi attraverso i quali gli utenti dell’operatore telefonico Tim si sono visti addebitare, per il periodo 2017/2020, importi non dovuti per attivazioni indebite dei servizi a valore aggiunto (Vas) sul proprio dispositivo mobile. Nell’ambito del procedimento penale in trattazione, risultano indagati, per il reato di frode informatica, 23 persone fisiche appartenenti alle diverse società coinvolte. Il filone investigativo trae origine da precedenti indagini dalle quali era emerso analogo sistema di frode dell’operatore telefonico WindTre. All’esito di questa prima fase investigativa era stato eseguito, tra gli altri, un provvedimento di sequestro preventivo per un ammontare di oltre 23 milioni di euro a carico dell’operatore WindTre.

Le indagini della Procura di Milano, che hanno portato al sequestro di 322 milioni di euro, di cui quasi 250 a carico di Tim (non indagata), per una presunta frode informatica tra il 2017 e il 2020, “hanno disvelato come fosse sufficiente visitare una pagina web o consultare un app con il proprio cellulare, talvolta con l’inganno di fraudolenti banner pubblicitari e, senza far nulla (cosiddetto ‘O-Click’), per ritrovarsi istantaneamente abbonati a servizi che prevedono il pagamento di un canone settimanale o mensile”. Lo spiega il procuratore Marcello Viola.

Un “business da svariati milioni di euro che ha tratto ulteriore profitto – si legge ancora – anche dalle attivazioni dei servizi Vas sulle connessioni mobili usate tra macchine per lo scambio di dati, senza intervento umano (le cosiddette ‘machine to machine’, M2m, ad esempio gli impianti di allarme, domotica)”.

Sono stati sequestrati “248,9 milioni di euro” nei confronti di Tim spa e poi, per quanto riguarda i Content service provider e gli hub tecnologici, sono stati congelati 8,6 milioni nei confronti di Engineering Ingegneria Informatica Spa, 7,9 milioni a Reply Spa, 1,12 milioni alla società Bordebuzz, 1,43 milioni di euro alla Digirain. E ancora “10.000 euro nei confronti di Marchetto Federico, all’epoca dei fatti dipendente Tim aggregato presso un Csp” e “53,9 milioni di euro nei confronti del Csp spagnolo Telecoming Sg per il tramite dell’autorità giudiziaria spagnola”.

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