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Economia | 03 luglio 2024, 11:15

Boom della cassa integrazione in Lombardia, tranne che in provincia di Varese

I dati sono quelli elaborati della Uil regionale e si riferiscono ai primi cinque mesi dell'anno 2024: l'incremento medio in Lombardia del ricorso alla Cig è del 26,5%, mentre sul nostro territorio è del 58,1%

Boom della cassa integrazione in Lombardia, tranne che in provincia di Varese

La Cassa integrazione in Lombardia non accenna a diminuire. Lo evidenzia il 5° Rapporto sulla Cig, elaborato dalla UIL Lombardia che mette in luce il preoccupante aumento delle richieste nei primi cinque mesi del 2024 nell'intera regione ad eccezione della provincia di Varese dove l'incremento è minimo pari allo 0,3%

Tra gennaio e maggio gli incrementi a Milano sono stati del +5,1% (9.415.528 ore) in Lombardia del +26,5% (40.116.520 ore) mentre sul territorio nazionale del 21,3% (216.182.830 ore).

Nei primi 5 medi dell’anni i Lavoratori in cassa integrazione sono risultati 11.077 in provincia di Milano e 47.196 in Regione Lombardia.

Gli aumenti della Cig provincia per provincia:

. Bergamo:        +153,1%

· Brescia:           +7,9%

· Como:             +49,6%

· Lecco:              +21,1%

· Mantova:        +45,8%

· Pavia:             +58,1%

· Sondrio:          +224,3%

·  Varese:            +0,3%

«L'aumento delle richieste di cassa integrazione nei primi cinque mesi del 2024 – evidenzia il segretario confederale UIL Lombardia Salvatore Monteduro - è un segnale che non possiamo ignorare. Sebbene principalmente legato alla cassa integrazione ordinaria, l’incremento rispetto allo stesso periodo del 2023 mostra che le difficoltà economiche stanno colpendo duramente i settori dell'industria e dell'edilizia. Le province di Bergamo, Sondrio e altre ancora registrano aumenti impressionanti, richiedendo un monitoraggio attento e interventi mirati. I nuclei di crisi territoriali rappresentano uno strumento che in grado di aiutare a prevenire ed anticipare le crisi aziendali e pianificare misure di sostegno per aziende e lavoratori. Credo che questi tavoli siano essenziali per gestire le crisi e promuovere politiche attive che riqualifichino i lavoratori, adeguandoli alle nuove competenze richieste dalla transizione digitale e green. È imperativo intervenire tempestivamente per sostenere il tessuto produttivo lombardo, prevenendo un peggioramento della situazione occupazionale. Solo così possiamo garantire un futuro più stabile e qualificato per i lavoratori della nostra regione»

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