Nell’ambito dell’attività di contrasto all'immigrazione clandestina e della tutela della sicurezza dei cittadini, stamattina la Polizia di Stato ha rimpatriato un cittadino tunisino pluripregiudicato.
In particolare, i poliziotti dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Pavia, con il supporto operativo degli agenti della Squadra Volante, hanno scortato il cittadino straniero da tempo irregolare sul territorio nazionale, sino all’aeroporto di Milano Linate, per poi accompagnarlo sul mezzo aereo fino a Tunisi, dove è stato preso in carico da quelle autorità.
In capo al soggetto, il quale aveva più volte reiterato la richiesta di protezione internazionale ricevendo un diniego dapprima e anche l’inammissibilità della domanda successivamente, ha un profilo di elevatissima pericolosità sociale a causa di un curriculum criminale particolarmente denso, che spazia dai reati contro il patrimonio, come il furto e la ricettazione, a gravi episodi di resistenza e violenza nei confronti di pubblico ufficiale.
Particolare allarme aveva destato la condotta tenuta a Robbio. In questa località, l'uomo aveva infatti preso di mira una dipendente di un esercizio commerciale, incutendole grave timore attraverso atti persecutori sistematici. Seguiva la donna con insistenza e la attendeva all’uscita dal posto di lavoro, arrivando a compromettere gravemente la sua incolumità e la sua serenità. Tali comportamenti intimatori avevano indotto l'Autorità Giudiziaria a disporre nei suoi confronti persino la misura della custodia cautelare in carcere, aggravata dal fatto che il soggetto fosse già sottoposto a libertà vigilata e destinatario di un foglio di via obbligatorio che gli impediva il soggiorno nel comune di Robbio.
Al profilo di criminalità comune si è aggiunto, nel corso del tempo, il monitoraggio sotto il profilo della sicurezza interna e della prevenzione del terrorismo. Il cittadino tunisino era infatti seguito con attenzione per via di segnali di radicalizzazione religiosa: in diverse circostanze e in luoghi pubblici aveva urlato “allah akbar” con modalità tali da essere ritenute una potenziale minaccia ai valori e all'ordine pubblico.
L'esecuzione del rimpatrio odierno rappresenta dunque la conclusione di un'attività capillare di controllo del territorio, volta a rimuovere una presenza destabilizzante e a garantire una risposta concreta alle istanze di sicurezza dei residenti della provincia pavese.














