Tragedia sul lavoro nella tarda mattinata di ieri a Cassina de’ Pecchi, nel Milanese, dove un operaio di 43 anni ha perso la vita mentre era impegnato in un cantiere.
L’allarme è scattato poco dopo le 11 in via Villa Pompea, all’altezza del civico 17. L’uomo, contitolare della ditta impegnata nell’intervento, stava lavorando insieme ai colleghi alla realizzazione di una gettata di cemento attorno a un palo dell’illuminazione pubblica quando, all’improvviso, si è accasciato al suolo davanti agli altri operai.
Nei primi concitati momenti successivi all’accaduto si è temuto che il 43enne potesse essere rimasto vittima di una folgorazione, poiché nelle vicinanze del punto in cui è stato trovato erano presenti alcuni cavi elettrici scoperti. I colleghi hanno immediatamente lanciato l’allarme e sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno iniziato le manovre di rianimazione.
L’operaio è stato trasportato in condizioni disperate, in arresto cardiocircolatorio, all’ospedale di Cernusco sul Naviglio, dove i medici hanno tentato a lungo di salvargli la vita. Ogni sforzo, però, si è rivelato inutile e l’uomo è deceduto poco dopo il ricovero.
Sull’accaduto sono in corso gli accertamenti delle autorità competenti, chiamate a ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente e ad accertarne le cause. Al momento non vengono escluse due ipotesi: quella di una scarica elettrica oppure quella di un malore improvviso. I primi rilievi, tuttavia, non avrebbero evidenziato sul corpo i segni tipici di una folgorazione.
Per chiarire definitivamente le cause del decesso sarà determinante l’autopsia, che dovrà stabilire se il 43enne sia stato colpito da un evento di natura elettrica oppure da un improvviso arresto cardiaco indipendente dalle condizioni del cantiere.
L’ennesima tragedia sul lavoro riporta ancora una volta l’attenzione sul tema della sicurezza nei cantieri e sulla necessità di fare piena luce su ogni incidente che coinvolge lavoratori impegnati nelle attività quotidiane.














