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Attualità | 06 ottobre 2026, 11:52

Caro carburanti: la "tregua" sul gasolio è durata una sola settimana

Lo stop agli sgravi sulle accise fa saltare il calmiere Eni per quanto riguarda il diesel e spinge di nuovo in alto le tariffe alla pompa

Caro carburanti: la "tregua" sul gasolio è durata una sola settimana

È durato poco più di una settimana il tentativo di congelare i rincari del diesel alla pompa. Il price cap introdotto da Eni lo scorso 28 settembre – e rapidamente replicato da numerose compagnie del settore – si è infranto contro il calendario fiscale, lasciando spazio a un immediato adeguamento verso l’alto delle tariffe. La compagnia del cane a sei zampe aveva inizialmente prospettato l'intenzione di mantenere saldo il tetto tariffario fino al termine del 2026, ma la tenuta dell'iniziativa si è scontrata con la scadenza delle misure governative.

La barriera fissata a 2,19 euro al litro ha retto fino a ieri, 5 ottobre. A decretarne la fine è stata la mancata attivazione del meccanismo sulle cosiddette accise mobili: come denunciato dall'Unione nazionale consumatori, in Gazzetta ufficiale non è comparso alcun decreto utile a prorogare o rimpiazzare lo sconto di 6,1 centesimi giunto a termine. Di conseguenza, a partire da oggi l’imposta sul gasolio è tornata al livello ordinario di 672,90 euro per mille litri, segnando un incremento secco di 50 euro per mille litri.

Fin dal principio, del resto, il gruppo energetico aveva vincolato l'operazione al quadro normativo, specificando che il calmiere era "correlato all’agevolazione fiscale sulle accise in vigore", senza margine di assorbimento autonomo dei rincari fiscali. Esaurito il beneficio statale, la reazione sui listini è stata immediata.

I dati raccolti da Staffetta Quotidiana (quotidiano specializzato nell’informazione energetica) certificano infatti un incremento di sei centesimi al litro sui prezzi consigliati del gasolio da parte di Eni, mossa che ha comportato l'adeguamento della soglia massima a 2,25 euro al litro. Un ricarico comprensivo di Iva che, pur incidendo al momento per soli due millesimi sul dato medio nazionale, riflette una tensione diffusa che non risparmia nemmeno le altre fonti di alimentazione, con incrementi segnalati anche per Gpl e metano.

Il riflesso della fine dello sconto emerge già dalle ultime rilevazioni del Mimit (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) per la modalità self service: lungo la rete stradale ordinaria il costo medio del gasolio si attesta a 2,244 euro al litro (mentre la benzina scende a 2,043 euro), mentre sui tratti autostradali il diesel raggiunge i 2,267 euro, a fronte di una verde che registra 2,054 euro. Una dinamica che riapre l'allarme sui costi di trasporto e sulla spesa delle famiglie.

Venendo al dettaglio per modalità di vendita e per marchio sui dati rilevati alle 8 di ieri mattina, considerando tutti i circa 21mila punti vendita che comunicano i prezzi all'Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy (rete stradale), queste sono le medie dei prezzi praticati elaborati dalla Staffetta: benzina self service a 2,039 euro/litro (compagnie 2,012, pompe bianche 2,108), diesel self service a 2,233 euro/litro (compagnie 2,213, pompe bianche 2,278). Benzina servito a 2,176 euro/litro (compagnie 2,190, pompe bianche 2,144), diesel servito a 2,372 euro/litro (compagnie 2,390, pompe bianche 2,322). Gpl servito a 0,755 euro/litro (compagnie 0,756, pompe bianche 0,753), metano servito a 1,907 euro/kg (compagnie 1,897, pompe bianche 1,883), Gnl 1,865 euro/kg (compagnie 1,840 euro/kg, pompe bianche 1,880 euro/kg).

Sulla benzina self service Eni è a 1,991 euro/litro (2,205 il servito); IP a 2,031 (2,211 servito); Q8 a 1,996 (2,154 servito); Tamoil a 2,026 (2,081 servito); sul gasolio self service Eni è a 2,191 (2,405 servito); IP a 2,232 (2,410 servito); Q8 a 2,194 (2,353 servito) e Tamoil a 2,227 (2,281 servito).

Redazione MoreNews

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