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Attualità | 09 dicembre 2018, 15:51

Il sistema Navigli candidato a diventare patrimonio mondiale dell’Umanità

La Regione al lavoro

Il sistema Navigli candidato a diventare patrimonio mondiale dell’Umanità

Una opportunità straordinaria, anche per l’Est Ticino. Il sistema dei Navigli, o meglio il sistema idrico lombardo candidato a patrimonio mondiale dell’Umanità.

Si parla di una rete di 20 impianti idrovori e irrigui, realizzati tra il 1850 e il 1950, in stile Liberty, 12 fontanili, marcite sparse per tutto il territorio a formare il cosiddetto complesso delle opere di bonifica. I consorzi di bonifica lombardi, in stretta collaborazione con la Regione, stanno costruendo il progetto "La civiltà dell’acqua in Lombardia" per inserire i maggiori e più significativi manufatti idraulici e irrigui nella lista del Patrimonio Mondiale Culturale e Naturale dell’Umanità dell’Unesco. Tra questi rientrano, appunto, il sistema dei Navigli milanesi, in particolare la Conca dell’Incoronata e la Conca di Viarenna alla Darsena.

Si tratta di opere idrauliche ed irrigue che hanno svolto nei secoli molteplici funzioni: difesa del suolo, risanamento e salubrità del territorio, irrigazione, valorizzazione dell’ambiente e del paesaggio, trasporto, sport e ricreazione, conservazione della memoria storica. Dai laghi prealpini e dai grandi fiumi derivano, attraverso molteplici e differenziate modalità tecniche e costruttive, molti canali, da cui a loro volta si dipartono altri canali via via più piccoli, a formare una rete fittissima che ha permesso il fiorire dell’agricoltura nella Pianura Padana. Il Grande, Martesana, Paderno, Pavia, Bereguardo e il Canale Villoresi danno vita ad una rete lunga quasi 3.500 chilometri.

Ora il percorso per la valorizzazione di questo patrimonio agricolo, naturale e ingegneristico nasce nel 2015 su iniziativa degli assessorati al Territorio, all’Ambiente e alla Cultura della Regione e recentemente ha coinvolto l’assessorato alla Partecipazione del Comune. Nel 2019, infatti, dovrebbero vedere la luce gli ultimi libri dei sei che compongono la «collana» per la candidatura. "Nel 2020 – spiega Giorgio Negri, direttore dell’Associazione regionale consorzi gestione e tutela del territorio e acque irrigue – il progetto dovrebbe andare al tavolo interministeriale Ambiente, Cultura e dell’Agricoltura per le correzioni e poi entrare nella tentative list, la lista delle candidature. Per la metà del 2020 crediamo che possa arrivare a Parigi la sezione dell’Unesco".

Articolo in collaborazione con www.ticinonotizie.it

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