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Territorio | 22 dicembre 2019, 22:05

Al Castello Visconteo di Novara, Divisionismo La rivoluzione della luce

Una giornata alla mostra raccontataci dalla nostra Paola Montonati

Al Castello Visconteo di Novara, Divisionismo La rivoluzione della luce

Oggi, in una giornata di dicembre che sapeva di primavera, sono andata a vedere la mostra Divisionismo La rivoluzione della luce che fino al 5 aprile 2020 a Novara, nel suggestivo scenario del Castello Visconteo, è la più importante mostra dedicata al Divisionismo realizzata negli ultimi anni, movimento ottocentesco all’avanguardia in Italia.

E devo dire che è stata emozionante sia per la bellezza delle opere che per la raffinatezza della location, e poi tanti visitatori.

Molti, moltissimi, li ho visti, famiglie, coppie, giovani e anziani, hanno lasciato le vie davvero accattivanti del centro di Novara per visitare la mostra.

Il bello attrae, l’arte regala emozione, serenità, stupore, gioia, dolcezza.

Per la sua posizione geografica, non molto lontana dal Monferrato, cuore dell’opera di Angelo Morbelli, e appena più di cento dalla Volpedo di Giuseppe Pellizza, senza dimenticare la Valle Vigezzo di Carlo Fornara, Novara è adatta a ospitare questa rassegna, incentrata sul Divisionismo lombardo-piemontese, poiché i rapporti con il territorio ne hanno determinato le scelte.

Il Divisionismo nasce a Milano, sulla stessa premessa del Neo-Impressionnisme francese, cioè che lo studio dei trattati d’ottica, che hanno rivoluzionato il concetto di colore, determina la tecnica del pittore moderno.

Si sviluppa nel Nord Italia, grazie a di Vittore Grubicy de Dragon, mercante d’arte, critico, pubblicista e a pittore, che con il fratello Alberto gestì a partire del 1876 una galleria d’arte a Milano.

Fu Vittore a diffondere tra i pittori della sua scuderia la sostituzione della miscela chimica dei colori tradizionalmente ottenuta sulla tavolozza, con un approccio all’accostamento dei toni complementari sulla tela, così il colore diventa fenomeno ottico e l’occhio dello spettatore può ricomporre le pennellate staccate, percependo una maggior luminosità nel dipinto.

Ben presto il Divisionismo da Milano e dalla Lombardia si allargò al Piemonte, come strumento privilegiato nella poetica della natura o di una messa a fuoco delle tematiche sociali. 

Solo Gaetano Previati, antirealista sin dagli esordi, ebbe una visione simbolista che partiva da un’interpretazione visionaria della storia o dall’iconografia cristiana, agli antipodi di Segantini, legato alla radice naturalista di una percezione unica dell’alta quota.

Ordinata in otto sezioni tematiche, dagli esordi fino agli inizi del Novecento, l’esposizione ha settanta opere di grande qualità e bellezza, provenienti da importanti musei e istituzioni pubbliche e da collezioni private. 

Un catalogo scientifico accompagna l’esposizione, con le schede biografiche degli artisti, con analisi critiche delle singole opere affidate agli specialisti di riferimento e apparati bibliografici ed espositivi.

Si tratta di una mostra di grande respiro tra le opere più significative dei maestri divisionisti italiani in un luogo come il Castello Visconteo Sforzesco, ricco di storia e ristrutturato per la sua nuova vocazione museale.

Orari:

Martedì – domenica 10,00 – 19,00

(la biglietteria chiude alle 18,30)

Aperture straordinarie: domenica 8, lunedì 23, giovedì 26 e lunedì 30 dicembre 2019, mercoledì 1, lunedì 6 e mercoledì 22 gennaio 2020

Chiuso: martedì 24, mercoledì 25 e martedì 31 dicembre 2018

Biglietti:

Intero € 10,00

Ridotto € 8,00

Paola Montonati

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