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Attualità | 25 ottobre 2020, 10:29

Chiusure anticipate alle 18 di bar e ristoranti: il governo non cambia idea. Ore di attesa per il nuovo Dpcm

Dopo una notte di riflessione l'esecutivo, secondo i media nazionali, resta intenzionato a prevedere nel nuovo decreto lo stop alla movida alle 18: ma continua lo scontro con le Regioni. Tra le altre misure previste la chiusura di palestre, piscine e cinema e la raccomandazione di non ricevere in casa persone non conviventi

Chiusure anticipate alle 18 di bar e ristoranti: il governo non cambia idea. Ore di attesa per il nuovo Dpcm

Sono ore convulse per la stesura del nuovo Dpcm del governo che imporrà una nuova stretta nel tentativo di frenare la crescita dei contagi da Coronavirus su tutti il territorio nazionale (ieri sfiorati i ventimila casi in Italia, i cinquemila in Lombardia e superati i 300 in ventiquattro ore nella provincia di Pavia.

Il decreto, secondo le intenzioni dell'esecutivo, dovrebbe entrare in vigore domani e fino al 24 novembre: ma la bozza potrebbe nella sua versione definitiva prevedere ulteriori modifiche per quanto riguarda i punti più dibattuti.

Il principale nodo da sciogliere è quello relativo a bar e ristoranti, che il governo vorrebbe chiudere a partire dalle 18. Una decisione che ha visto il no delle Regioni, oltre a quello degli esercenti. Secondo la stampa nazionale, dopo una nottata di riflessioni, il governo sarebbe intenzionato a continuare su questa strada. Non si esclude però che il braccio di ferro alla fine porti a una mediazione che disponga la chiusura dei locali pubblici alle 20.

Nella bozza è prevista anche la chiusura domenicale dei locali, anche se su questo fronte ci sarebbero pressioni per consentire l'attività a pranzo: la versione definitiva del decreto potrebbe quindi cambiare

Sempre all'interno dei locali il nuovo Dpcm potrebbe prevedere un numero massimo di quattro persone ai tavoli, mentre la consegna a domicilio resta consentita fino alle 24, ma con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. Non consentite feste nei luoghi al chiuso e all'aperto e i banchetti. Per quanto riguarda la possibilità di ricevere a casa gli amici il documento, se confermato, raccomanderebbe «di non ricevere persone diverse dai conviventi» salvo che situazioni di urgenza o lavoro. 

Raccomandazioni, ma al momento non un divieto, anche sulla mobilità: «E' fortemente raccomandato - si legge nella bozza - a tutte le persone fisiche di non spostarsi in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione salvo per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute o per svolgere attività o usufruire di di servizi non sospesi e non disponibili in tale comune». Anche su questo fronte i governatori di regione hanno detto no al divieto di spostamento tra regioni. Resta ovviamente da rispettare il coprifuoco disposto dai governatori di Regione (in Lombardia è già in vigore, con il divieto di uscire di casa dalle 23 alle 5).  

Per quanto riguarda i negozi al dettaglio non ci saranno restrizioni «a condizione che sia assicurato oltre alla distanza interpersonale di almeno un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all'interno dei locali più del tempo necessario all'acquisto di bene». Per i centro commerciali il governo sta valutando la chiusura nei fine settimana, come già previsto ad esempio in Lombardia, eccetto che per alimentari e farmacie.

Nel nuovo documento potrebbe essere disposta la chiusura di palestre, piscine, comprensori sciistici, centri natatori, centri benessere e centri termali. Si potrà invece continuare a svolgere attività motoria nel rispetto delle norme (distanziamento di due metri per lo sport, di un metro per altre attività): vietati gli sport di contatto come il calcetto. Chiusura in vista anche per cinema e teatri, sale giochi e sale bingo, mentre resteranno aperti i musei. Stop a fiere e ad attività congressuali.

Sul fronte scuola non sono previste chiusure: potrebbe essere disposta la didattica a distanza al 75% per quanto riguarda le superiori.

Molte delle disposizioni presenti nella bozza sono già in vigore in Lombardia, in base all'ordinanza firmata nei giorni scorsi del presidente Attilio Fontana.

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