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Economia | 18 novembre 2020, 11:52

Perché la gente è impazzita per le scarpe Lidl? Ce lo spiega Luca Cattaneo

Robert Cialdini e il Principio di Scarsità

Perché la gente è impazzita per le scarpe Lidl? Ce lo spiega Luca Cattaneo

Il femomeno del momento, che ha tolto per qualche ora la ‘primazia’ delle notizie su Covid e dintorni, è certamente la corsa all’acquisto delle scarpe Lidl. Delle sneakers in vendita a poco più di 10 euro, ‘prese d’assalto’ e rimbalzate sui siti web a centinaia e centinaia di euro..

Una frenesia collettiva, sulla falsariga di quanto successo coi prodotti Apple, che sta letteralmente egemonizzando le discussioni (sul web e sui media).ù

Ma per quale ragione si scatenano, a ritmi puntuali nelle dinamiche legate al commercio e alla vendita, fenomeni di questo genere?

Ovviamente le strategie di marketing sottese ad azioni del genere sono assai complesse e sofisticate. Una spiegazione a nostro avviso chiara ed efficace l’ha data ieri, sulla sua pagina Facebook, il giovane imprenditore Luca Cattaneo. Conosciuto anche a Magenta, dove ha aperto e gestisce negozi di telefonia.

Leggiamo cosa scrive.

Tecniche di Vendita [ Robert Cialdini e il Principio di Scarsità ]

Principio elaborato a partire dalla “teoria della reattanza psicologica” di Jack Brehm, secondo la quale ogni volta che sentiamo minacciata la nostra libertà di scelta, come ad esempio l’impossibilità di acquistare, come e quando vogliamo, un determinato bene che potrebbe interessarci, siamo automaticamente spinti a contrastare

l’interferenza desiderando maggiormente quel prodotto.

La spiegazione di questo fenomeno sembra essere legata ad un particolare bias cognitivo, che tende ad associare ai concetti di “disponibilità limitata”, “raro”, “difficile da raggiungere”, il termine “prezioso”, alimentando il desiderio di possesso.

In uno degli esperimenti descritti nell’opera del Cialdini, un campione di bambini di 2 anni venivano portati in una stanza, nella quale erano presenti due giocattoli.

Se i giocattoli erano entrambi facilmente raggiungibili, i bambini giocavano indistintamente con entrambi.

Situazione che non variava se anche se veniva frapposta una barriera alta 30 cm tra il bambino e uno dei due giocattoli, perché tale intermezzo non costituiva un vero

ostacolo.

L’aspetto interessante della questione si notava quando il secondo dei giocattoli si trovava al di là dell’impedimento, quando questo era rappresentato da una barriera alta questa volta ben 60 cm.

I bambini tendevano a precipitarsi verso il secondo giocattolo, quello difficile da raggiungere, ingegnandosi nei modi più disparati per superare l’ostacolo e ottenere così l’ambito e prezioso premio.

Non è una tecnica nuova. Tuttavia, questa volta la questione è sfuggita di mano. Se le hanno fatto limited edition ci sarà un perché…

Articolo tratto dal sito partner www.ticinonotizie.it


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