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Attualità | 30 novembre 2020, 16:39

LA LETTERA. «Noi, congiunti e fidanzati fuori regione, dimenticati dalla politica e lontani dai nostri affetti»

L'appello di chi da settimane è separato dai propri cari: «Molti di noi abitano a pochi chilometri dal loro partner ma per un confine non possono vedersi. Chiediamo che nell'autocertificazione venga considerata necessità la possibilità di incontrare i congiunti»

LA LETTERA. «Noi, congiunti e fidanzati fuori regione, dimenticati dalla politica e lontani dai nostri affetti»

Tra le conseguenze più dolorose della pandemia, oltre all'emergenza sanitaria ed economica, c'è l'isolamento tra affetti che non vivono sotto lo stesso tetto. Genitori e figli, nipoti e nonni, fidanzati. Persone che spesso vivono a pochi chilometri ma che non si possono incontrare, neppure all'aperto, perché un confine tra due regioni li divide. Un triste copione che, dopo questa primavera, si ripete anche in queste settimane.

Molte di queste persone hanno creato un fronte comune creando su Facebook il gruppo "Congiunti e fidanzati fuori regione" che ha superato i 5.600 utenti. Con una lettera inviataci in redazione chiedono di essere ascoltati dalla politica e di poter rivedere i propri cari. Come? Inserendo nell'autocertificazione una voce che consenta la visita ai congiunti. Ecco il testo integrale del loro appello: 

Buonasera, 
scrivo a nome di uno dei gruppi di Facebook creato a marzo durante il lockdown “CONGIUNTI E FIDANZATI FUORI REGIONE” Congiunti e fidanzati FUORI REGIONE | Facebook . Siamo ormai più di 5000 persone iscritte a questo gruppo, tutte nella stessa situazione, ma che rispettano il dolore di chi ha sofferto e sta soffrendo a causa della pandemia.

Dopo la brutta esperienza primaverile, quando ormai i congiunti all’interno delle regioni potevano incontrarsi, abbiamo dovuto aspettare che le regioni riaprissero per far ripartire il turismo, per poter rivedere i nostri congiunti, genitori, figli, fidanzati, fratelli e sorelle, come se fossimo dei turisti. Non siamo stati presi in considerazione allora, e nemmeno adesso.

La rabbia, la delusione, la frustrazione e la sofferenza causati dalla pandemia sono pesanti, soprattutto se manca la vicinanza di chi amiamo. Molti di noi abitano a pochi chilometri dal loro partner, ma siccome c’è un confine, non possono incontrarsi. Tutto questo è assurdo, uno spostamento di 15 chilometri giustificato dal bisogno di fare compere per risparmiare è consentito, mentre lo spostamento di pochi chilometri al di là di un confine regionale per vedere un congiunto no. La nostra rabbia deriva dalle decisioni prese da chi ci governa, che comprendiamo siano difficili in una situazione del genere. Tutto ruota intorno all’economia, gli assembramenti fuori dai centri commerciali sono consentiti, le vacanze all’estero sono consentite, ma vedere i propri affetti no e questo fa ci molto male.

Ogni giorno da un mese inviamo mail a tutti i politici, senza  riscontro. Chiediamo solo che nell’autocertificazione sia inserita come necessità, la possibilità di vedere i propri affetti fuori regione, cosa che era stata già fatta a fine aprile per i congiunti all’interno delle stesse regioni. L’unica risposta che ci viene data dai Presidenti di Regione è che gli spostamenti tra regioni sono di  competenza del Governo.

Siamo noi i primi a cercare la sicurezza negli spostamenti perché siamo stanchi di vivere lontani da chi amiamo e siamo stanchi di essere considerati di serie B. Non siamo noi le colonne portanti dell’economia Italiana e per questo non dobbiamo essere presi in considerazione? La situazione che si è creata fa male, ci fa soffrire soprattutto perché non sappiamo quando potremo rivedere i nostri congiunti. Viviamo in balia di notizie che ogni tanto ci danno speranza per poi essere smentite nel giro di poco tempo e ci buttano giù.

Dicono che la salute venga prima di tutto, ma iniziamo a non crederci più. La nostra salute è minacciata anche da ansia, depressione e dolore nel vivere da troppo tempo quest’incertezza che ci circonda. In altri Stati gli affetti vengono tutelati, perché da noi non si può? Perché è così difficile inserire nell’autocertificazione “Visita congiunti” o qualcosa di simile? Cosa abbiamo fatto di male per essere trattati nuovamente come cittadini di serie B?

Vi chiediamo di darci voce affinché tutti sappiano cosa stiamo vivendo. Siamo stanchi, troppo stanchi di essere ignorati e di non vedere rispettati i nostri diritti. Grazie per il tempo dedicatoci nel leggere queste poche righe.

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