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Economia | 05 maggio 2022, 20:45

Pagamenti Pos, dal 30 giugno sanzioni per chi li rifiuta

Esercenti, commercianti e professionisti che non danno la possibilità di effettuare l’acquisto per via telematica rischieranno una multa fissa di 30 euro più il 4% del valore della transazione

Pagamenti Pos, dal 30 giugno sanzioni per chi li rifiuta

Con il decreto legge 30 aprile n. 36 il Governo anticipa di 6 mesi l’applicazione delle sanzioni verso esercenti e a professionisti che negano l’utilizzo del Pos. “La normativa -come riporta il Sole 24Ore- prevede un doppia sanzione per chi non consente l’uso del Pos e invio giornaliero dei dati delle transazioni con moneta elettronica per cancellare la pratica sempre in uso del 'pre-conto'. È la doppia mossa anti evasione, e non solo, con cui l’amministrazione finanziaria rilancia la lotta al nero sul fronte di scontrini e ricevute”.

Un accelerazione, rispetto alla riduzione del contante e la promozione di strumenti di pagamento alternativi e digitali, che rientra nelle tappe del Pnrr messa a punto dal Governo e concordate con Bruxelles. Il decreto conferma dunque la decisione di anticipare al 30 giugno 2022 la doppia sanzione per chi non accetta pagamenti con moneta elettronica. Esercenti, commercianti e professionisti che non danno la possibilità di effettuare l’acquisto per via telematica rischieranno una multa fissa di 30 euro a cui si somma quella variabile pari al 4% del valore complessivo della transazione. L’obbligo per esercenti e professionisti della dotazione del Pos esiste ormai dal 2013, ma il governo Monti aveva previsto che la multa recapitata ai soggetti inadempienti dovesse diventare operativa dal 1 gennaio 2023.

Il decreto introduce poi dal 1 maggio 2022 l’obbligo di invio giornaliero di tutti i dati relativi ai pagamenti elettronici o digitali effettuati nei negozi, esercizi commerciali e studi professionali, che andranno trasmessi direttamente dagli intermediari che emettono carte e bancomat, aggirando così il rischio di una mancata conversione del cosiddetto “pre-conto” in scontrino e ricevuta fiscale. Una pratica diffusa quella del “pre conto” che se pagato dal cliente in contanti finisce per restare una forma di transazione totalmente sconosciuta al Fisco.

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