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Eventi | 14 maggio 2024, 13:45

Vigevano, Gialli in biblioteca: omaggio a Bianca Garavelli, edizione primavera 2024

24 Maggio, ore 18 – Il sadico, la vedova e il missionario Mattia Curti

Vigevano, Gialli in biblioteca: omaggio a Bianca Garavelli, edizione primavera 2024

Eccoci all’ultimo incontro dell’edizione primaverile del ciclo di gialli che la Biblioteca Mastronardi, con il patrocinio del Rotary Club – Cairoli, dedica alla memoria di Bianca Garavelli.

Tre autori, tre incontri alle ore 18.00, nella Sala Garavelli della Biblioteca Mastronardi, per esplorare tre diversi modi di creare un mistero e, tra le righe delle indagini, esplorare gli aspetti complessi (e diabolici) della natura umana.

Dopo la presentazione di due gialli Rifiuti pericolosi - Un caso per Diana Carbone di Alessandro Gramegna e A mali estremi di Riccardo E. Grassi, un nuovo incontro un po’ diverso!

24 Maggio, ore 18.00 – Il sadico, la vedova e il missionario

Il relatore, Dott. Mattia Curti, fonda le proprie radici conoscitive nell’ambito giuridico forense specializzandosi in criminologia. Ha professionalmente attinto da differenti settori lavorativi tra cui giustizia e sociale. Ad oggi è docente di diritto presso istituti professionali (Cfp) e cofondatore del blog di divulgazione scientifica “Gnothi Saeuton-Divulgatori seriali di conoscenza”.

L’incontro, intitolato “Il sadico, la vedova e il missionario”, condensa e riassume l’operato di tre serial killer selezionati in quanto appartenenti a tre differenti tipologie. La dissertazione apre con “il sadico” Maurizio Minghella: serial killer disorganizzato, è classificato come edonista per piacere sessuale. Concupito da vittime di sesso femminile, si accanì prevalentemente su prostitute. Stupro e tortura lo descrivono come un sadico che attuò inoltre maldestri tentativi di staging. “La vedova” è Milena Quaglini una “vedova nera” nata e cresciuta sotto il verbo e il nerbo d’un violento patriarcato. Da oppressa, mutò in risoluto antieroe rinascendo assassino seriale. Obiettivi? Quei stessi partners violenti e prevaricatori. Chiude “il missionario” Ferdinand Gamper: serial killer organizzato uccide perché mosso dall’odio verso gli italiani. Conosciuto come “mostro di Merano”, crebbe tra montagne grigie e barbute fatte di pini e mirtilli selvatici. Laddove tutto pare etereo e la violenza inesistente vi era un fienile fatto di sassi e legna in cui abitava un uomo solo che tolse la vita a sei esseri umani.

Come facile dedurre, l’intitolazione prede spunto dalla tipologia d’appartenenza dei soggetti trattati, presentati in un incontro privo di morbosità o ridondanti particolari. Obiettivo del relatore si concreta nella specifica analisi criminologica delle dinamiche, comportamenti e contesti di tre complesse personalità.

Alla presentazione, segue simpatico aperitivo

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