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Territorio | 25 dicembre 2019, 22:54

Il castello di Pomaro Monferrato

A un passo dalla provincia di Pavia, ma ormai in Piemonte, il Castello di Pomaro lancia il suo sguardo vicino sulle ultime risaie e quello lontano alle Alpi che oggi, in una giornata incredibilmente limpida, si stagliavano nitide all’orizzonte. La storia di questo Castello e del borgo che lo ospita parte da molto lontano, e sfiora anche il gossip, qui abitò negli anni fra il ’60 e il ‘70 Marisa Allasio.

Il castello di Pomaro Monferrato

Tra le colline del Monferrato Casalese si trova il piccolo borgo medievale di Pomaro Monferrato, su un poggio a ridosso dell’imponente castello, delimitato dalla sponda destra del torrente Grana, in quella zona tra la piana della Lomellina e il territorio collinare del Monferrato.

La storia di Pomaro Monferrato, che è citato per la prima volta in un editto di Federico Barbarossa nel 1156 è strettamente legata a quella del suo castello.

La data in cui vennero posate le prime pietre del maniero non è conosciuta ma lo storico locale Giacinto Saletta, nel saggio Il Ducato del Monferrato del 1711, sostiene che gli Aleramici promossero la sua costruzione nel XII secolo.

All’epoca il castello si trovava nel punto più alto del colle e rivolto a settentrione, inoltre le prime case del borgo erano raccolte in un recinto delimitato da un muro.

La cinta fu edificata sulla sommità del colle con uno scopo difensivo, come testimonia la torre di appostamento e parte del fossato all’entrata del castello, mentre l’antica torre di guardia, parte delle mura di cinta originarie, e un breve tratto del fossato all’entrata del castello, sono visibili vicino alla piazza centrale del paese.

La posizione strategica del borgo di Pomaro, posto su un’altura ai confini del marchesato del Monferrato, la mise al centro di continue tensioni e scontri per il controllo del territorio, e nel XIII secolo fu merce di scambio tra i marchesi monferrini e Pavia.

Nel XV secolo, il paese cadde sotto il dominio dei Paleologi, venne coinvolto nella guerra tra questi ultimi e i Visconti, e infine invaso e saccheggiato da Francesco Sforza.

I Paleologi resero il paese, il castello e il prospiciente parco, una delle dimore più belle e decorate, poi usata per soggiorni estivi, dei marchesi del Monferrato.

Nel XVII secolo, durante i continui conflitti tra spagnoli e francesi Pomaro divenne una proprietà dei Gonzaga, poi, nel 1637 l’esercito degli spagnoli, sotto il comando del marchese di Leganés, giunse in prossimità del castello e smantellò gran parte delle fortificazioni esterne, ma alla fine fu messo in fuga dal sopraggiungere del duca di Créquy.

Nel settembre 1638 Leganés ritentò l’impresa e ne uscì vittorioso, ma solo dopo aver minato il castello e le rimanenti fortificazioni.

I danni dell’esplosione furono ingenti, come riporta un manoscritto del 1697, al punto che del maniero, dopo lo scontro, rimase solo un locale rivolto verso settentrione.

Nel 1685 il castello e il feudo di Pomaro divennero proprietà degli Ardizzone, che si misero all’opera per, recuperare i resti dell’edificio rimasti intatti dopo l’attacco, e ricostruire le parti distrutte, allo scopo di trasformare l’edificio da baluardo difensivo a residenza aristocratica.

L’ultimo degli Ardizzone mori nel 1734 e nel 1745, con una sentenza camerale, il feudo fu ceduto a Giuseppe Dalla Valle Ardizzoni.

Nel 1842 il nuovo signore di Pomaro fu Giuseppe Rolando Dalla Valle, sindaco di Casale Monferrato nel 1841, che si dedicò a un lungo lavoro di restauro del castello, mentre il paese fu devastato da una terribile epidemia di colera e la popolazione decimata si riprese grazie all’aiuto del marchese, poi diventato senatore del Regno di Sardegna il 3 aprile 1848.

Alla morte di Dalla Valle, Pomaro passò ai figli Luigi e Alessandro, quest’ultimo sposò Paola, nata dai Baroni Guidobono Cavalchino Roero Sanseverino, dama di corte della regina Elena.

Alessandro e Paola Dalla Valle non ebbero figli e alla loro morte, nel 1950, fu scelto come erede del castello il Conte Carlo Calvi, che nel 1924 aveva sposato Jolanda di Savoia.

Paola Montonati

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