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Attualità | 26 marzo 2020, 22:06

L'appello dei medici all'Istituto Superiore della Sanità: «Chiediamo più tutele»

Anche molti medici lombardi hanno sottoscritto il messaggio inviato a presidente dell'Iss Silvio Brusaferro: «Noi siamo quelli che si ammalano facendo il proprio lavoro»

L'appello dei medici all'Istituto Superiore della Sanità: «Chiediamo più tutele»

È una battaglia contro il tempo per salvare chi lavora in ospedale si trova a stretto contatto con i malati. I medici hanno scritto al presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, chiedendo maggiori tutele. Una lettera scritta dai rappresentanti dei medici piemontesi, condivisa anche da molti medici lombardi. 

«Nelle ultime ore - si legge - in ospedale di Torino altri due ospedalieri sono stati sottoposti a intubazione.  Due chirurghi a dirla tutta. All'inizio contavamo i medici che avevano avuto contatti stretti con pazienti covid-19, poi medici con tampone positivo. Ora di questi è impossibile tenere il conto. Ora contiamo i ricoverati che sono oltre 20, solo medici ospedalieri, solo in Piemonte. Quando protestiamo per la carenza del DPI, protestiamo con nella mente e nel cuore questi colleghi. Ma l'istituto da te diretto, caro collega, non ci aiuta difendere i sanitari perché parallelamente al progredire della carenza di dispositivi ha ridimensionato le indicazioni di tutela». 

È forte il grido di dolore dei medici che stanno combattendo nelle zone più a rischio d'Italia: «Prima erano indispensabili le mascherine filtranti, quelle chirurgiche non proteggevano, ora grazie a una pedissequa lettura delle direttive Oms, l'ISS dice che le mascherine chirurgiche vanno benissimo eccetto che per le procedure che generano aerosol. Le maschere filtranti non ci sono? Allora bene le chirurgiche avanti tutta». 

«L'Oms, cui l'Iss fa riferimento - chiariscono i medici - detta regole valide per tutto il mondo.  Deve definire dei livelli minimi di tutela pensando anche ai paesi del terzo mondo dove in alcune realtà è difficile garantire persino l'ossigeno e prescrivere le FFP2 sarebbe follia. Non può però, l'ISS applicare in Italia ciò che è stato pensato per aree flagellate da guerre e carestie. Non può prescrivere che un medico entri in un reparto covid-19 per visitare pazienti trattati con ossigeno ad alti flussi per lo più anziani che magari si agitano che si strappano maschere, mascherine, protetto solo da una maschera chirurgica. Perché poi a ruota il mistero si adegua e le regioni si adeguano e le ASL si adeguano».

La richiesta è sempre la stessa, ma è urgente. «C'è carenza di DPI quindi viene facile adeguarsi. Se noi chiediamo le FFP2 veniamo liquidati in malo modo grazie al parere dell'ISS». C'è grande tristezza e rabbia. «Ma chi siamo noi? Noi siamo quelli che si ammalano facendo il proprio lavoro. Ci siamo contagiati a oggi in oltre 5000. Con questi numeri e queste evidenze ti chiediamo di aiutare con urgenza il ministro della Salute a reinserire subito in una legge o in una circolare la frase che si leggeva febbraio nei documenti dell'ISS, "ovvero il personale sanitario in contatto con un caso sospetto o confermato di covid-19 deve indossare DPI adeguati consistenti in filtranti respiratori FFP2, utilizzare sempre FFP3 per le procedure che generano aerosol,  riportando la idoneità delle mascherine chirurgiche agli ambienti di lavoro non sanitario.  Che si convertano alla produzione è di di FFP2 FFP3 alcune fabbriche, che si azzeri la burocrazia per l'importazione, che si faccia qualcosa ma non ridurre le tutele altrimenti duriamo poco più di una mascherina monouso».

redazione online Varese

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