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Cronaca | 14 dicembre 2020, 10:07

Permessi premio e concessioni di lavori ai detenuti del carcere di Busto: sette arresti, tra loro un membro della polizia penitenziaria

Cinque persone in carcere e due ai domiciliari in un'operazione della Guardia di Finanza in collaborazione con la Polizia Penitenziaria: le indagini hnnoa permesso di ricostruire una serie di episodi di corruzione all'interno del carcere di Busto

Permessi premio e concessioni di lavori ai detenuti del carcere di Busto: sette arresti, tra loro un membro della polizia penitenziaria

Il nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza di Varese in collaborazione con la polizia penitenziaria in servizio nella circondariale di Busto Arsizio ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal tribunale di Busto Arsizio, nei confronti di sette persone, cinque delle quali in carcere e due ai domiciliari. 

I destinatari del provvedimento risultano indagati a vario titolo per i reati di corruzione, rivelazione di segreto d'ufficio, abuso d'ufficio, detenzione di armi da guerra, furtiricettazione di merce provenienza furtiva.

Le indagini hanno tratto origine da una segnalazione della polizia penitenziaria sulla possibile esistenza di trattamenti di favore assicurate da alcuni detenuti della casa circondariale. Le successive indagini svolte dai militari del nucleo di po di polizia economica e finanziaria di Varese, sotto la direzione della procura della Repubblica di Busto Arsizio, hanno consentito di individuare, con fattiva collaborazione del corpo Penitenziario, un sistema illecito di natura corruttiva ad opera dell'allora responsabile dell'area trattamentale della casa circondariale di Busto.

Dalle indagini tecniche è emerso che i detenuti, per poter ottenere benefici, assegnazione di lavori all'interno ed all'esterno dell'Istituto Penitenziario, nonché permessi premio da trascorrere in famiglia, si rivolgevano ad un appartenente della polizia penitenziaria (responsabile dell'articolazione preposta) , che a fronte della promessa di somme di denaro, faceva ottenere relazioni nelle quali venivano messe delle informazioni che, rappresentate dall'autorità concedente, avrebbero precluso l'ottenimento dei benefici richiesti.

Tra i destinatari della misura cautelare risultano anche i responsabili di una cooperativa sociale di Busto Arsizio che, sempre a fronte della promessa di denaro rivolta al principale indagato, ottenevano l'invio al lavoro dei detenuti. Nel corso delle attività sono emersi i contatti del poliziotto penitenziario con soggetti pregiudicati dediti alla commissione di furti. Il sodalizio criminale, oltre a ricettare la merce di provenienza furtiva, ha cercato di reperire componenti di una potente arma da guerra (mitraglietta "uzi'), tramite il principale indagato.  

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