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Cronaca | 12 ottobre 2022, 11:16

Cesano Boscone: accoltellò Luigi Danesi, tunisino condannato a 12 anni

Cesano Boscone: accoltellò Luigi Danesi, tunisino condannato a 12 anni

E’ stato condannato a 12 anni di reclusione con l’accusa di omicidio volontario Abdellaoui Mongi, il 56enne tunisino che, il 19 settembre 2021, ha accoltellato alla gola e ucciso Luigi Danesi a Cesano Boscone.

L’ha deciso il gup Livio Cristofano la scorsa settimana al termine del giudizio abbreviato. Al rito alternativo Mongi, difeso dall’avvocata Alessandra Silvestri, è potuto accedere per l’assenza delle aggravanti contestate dal pm Silvia Bonardi, titolare delle indagini condotte dai carabinieri di Corsico. Di fronte agli investigatori dell’Arma Mongi aveva ammesso di aver colpito Danesi per “difendere la madre di suo figlio”. Il 56enne era fuggito dopo l’aggressione al rivale, ma si era costituito in caserma la sera stessa.

Secondo la ricostruzione l’uomo, pluripregiudicato per reati di droga, furti e lesioni, passando casualmente intorno poco dopo le 15 in via dei Tigli nel comune dell’hinterland, aveva sentito la donna con cui aveva avuto un figlio di 13 anni discutere animatamente con un altro uomo, risultato essere poi la vittima. Alla base del litigio – stando alle versione dell’ex compagna – ci sarebbero state questioni legate alla separazione in corso con Danesi, col quale era sposata dal 2018 senza aver mai convissuto perché l’uomo si trovava in carcere. Il 56enne senza fissa dimora è, quindi, intervenuto nel cortile condominiale per separare i due.

Poco dopo l’omicida si è allontanato per andare a recuperare la lama che teneva nascosta in un’area del giardino del complesso residenziale con la quale ha poi ferito con unico fendente alla gola Danesi. Con il rivale a terra, il 56enne ha detto alla donna con cui era in buoni rapporti di chiamare il 112 prima di allontanarsi. Nell’udienza di convalida Mongi aveva cercato di far passare l’aggressione come un tentativo di legittima difesa dicendo di essersi procurato il coltello da cucina di 32 centimetri, nascosto in un’area del cortile condominiale “in ragione di una presunta inferiorità fisica” e di aver colpito il rivale al collo “a mero scopo difensivo”.

 

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